Francia: ha vinto l’estrema destra dei banchieri

 

Sono le ore 20:01 di domenica sette maggio quando, a seggi appena chiusi, l’emittente televisiva France 24 rende noto ai suoi telespettatori i primi dati del secondo turno delle elezioni presidenziali; si tratta soltanto dei sondaggi all’uscita dai seggi, ma evidentemente oltralpe funzionano molto meglio che in Italia, risultando attendibili.

O magari, aggiunge chi scrive, gli elettori sono meno inclini a dire bugie: cosa che è molto probabile, visto che da noi per cinquant’anni ha governato la Democrazia Cristiana, ma se si chiedeva in giro si faticava non poco a trovare qualcuno che ammettesse di aver dato la preferenza alla Balena Bianca.

Le prime proiezioni danno in vantaggio Emmanuel Macron, il candidato legato alla famiglia di banchieri Rothschild, con il 65,5 per cento delle preferenze, contro il 34,5 per cento che sarebbe raccolto dalla fascista Marine Le Pen: con il passare delle ore la forbice andrà ad ampliarsi, e la contesa si concluderà 66,06 a 33,94 per cento (dati dell’edizione online del quotidiano Le Monde).

A parte l’indiscutibile vittoria dell’ex ministro del governo di François Hollande, un altro dato salta gli occhi; si tratta di quello dell’astensione, che ha raggiunto livelli record: su un totale di 44,6 milioni di iscritti alle liste elettorali, ben 11,3 milioni di cittadini (pari al 25,3 per cento degli elettori) non si sono recati alle urne, mentre altri 4,2 milioni (lo 8,8 per cento) hanno optato per annullare la scheda o inserirla nell’urna ancora bianca.

Sommando questi dati, si arriva al risultato che oltre un terzo dei francesi ha deciso che, una competizione che vede schierati soltanto candidati espressione di due destre estreme, non merita la fatica di recarsi ai seggi per scegliere, magari dopo aver fatto ore di coda, tra uno dei due mali.

 

 

Pubblicato il 08/05/2017 sul blog di pennatagliente